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Tagliare il prato con la falce





È tutta un'altra storia.
0, flares 0, flares, il 23 e il 24 giugno ho partecipato al primo corso italiano in cultura e tecnica della falciatura: un work shop tra Dronero e Pollenzo dedicato alla falce e alle tecniche di falciatura manuale.
Ma non mi son data per vinta.E' stato davvero bello tornare a sfalciare il prato, se magari stavate pensando di comprare un decespugliatore.Contenitore della cote (in dialetto cudà) realizzato con un corno di bovino Oggetti e attrezzi del passato Museo rurale virtuale attrezzo per il taglio manuale dellerba, costituito da una lama dacciaio lunga circa 75 cm leggermente arcuata e rastremata dai 15 cm dellattacco al manico.(guarda la categoria, attrezzi oggetti di una volta vai alla pagina.Anche dopo lavvento dei mezzi meccanici la falce si è continuata ad usare per tagliare (segà) in luoghi impervi, in piccole porzioni o in strisce di terreno dove le macchine non potevano entrare (frutteti, vigneti).Aggiungi il ai segnalibri).Attrezzi oggetti di una volta e la relativa pagina, museo rurale virtuale, dedicati ad un progetto ( proposto da Roberto Pavio che ci piace definire Museo rurale virtuale, riguardante immagini e video di attrezzi e oggetti del mondo rurale di una volta.



In pratica è solo un grande coltello progettato, grazie alla lunghissima esperienza umana, per tagliare lerba nel modo più efficiente possibile. .
Inoltre se si usa la falce nel modo corretto non è possibile ferirsi perché la lama passa sempre distante dai piedi.
Almeno una volta bisogna provare (premesso che per trovare lo swing giusto ci vogliono almeno un paio di giorni di applicazione, ma poi diventa un piacere).Soltanto a partire dal secondo dopoguerra, dopo secoli di testata efficacia della falce, la meccanizzazione ha sostituito luso della falce e del falcetto e da un paio di generazioni a questa parte nessuno, o quasi, ha più preso una falce in mano; ormai ai giorni.(testo tratto da Dizionario Enciclopedico della parlata ligure delle valli del Taro e del Ceno di Ettore Rulli Compiano Arte Storia falce fienaria (in dialetto curiatta) attrezzo usato per tagliare lerba a mano.Dopo questa esperienza io consiglio la falciatura: come attività ricreativa, come attività per un equilibrio psico-fisico, come attività meditativa, per tornare a fare da sé, come scelta etica, come riscoperta di antichi saperi, come scelta ecologica, come strumento per lo sviluppo della biodiversità, come scelta.Non occorre andare indietro molto nel tempo poiché fino a quaranta/cinquanta anni fa con questo strumento si tagliavano estesi campi di fieno.Attraverso la categoria, museo rurale virtuale, cerchiamo salvo vinci di farvi riscoprire le nostre origini descrivendo luso degli antichi utensili.Devo ammettere che avevo già provato a tagliare un prato con la falce ma sinceramente, essendo autodidatta, arrivato alla fine della giornata -e del prato- ero stanco morto; meglio il tagliaerba avevo pensato.



Il corso era organizzato da falci, storica ditta di fabbricazione delle falci che ha sede proprio a Dronero, in collaborazione con lUniversità degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo.
Per il suo utilizzo, inoltre, non necessita daltro che di un paio di braccia volenterose (e quindi in pratica costa lenergia di un piatto di pasta, energia pulita, come si dice).
Nessuna puzza di benzina ha sporcato l'aria pulita del mio bel paradiso verde, nessun rumore assordante ha disturbato il canto degli uccelli, ma solo un lento fruscio del cadere dell'erba, che si prepara alla compostiera per diventare nutrimento e vita per il mio terreno, impoverito.

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